Submitting Form...

ERROR

Form received.

 

LA PASSIONE DELLA SFIDA SECOLARE

 

Palio delle

Contrade di

Romano

 

CONTRADE DEL PALIO DI ROMANO

ALBO D'ORO DEL PALIO DI ROMANO

 

45° Palio a Molinetto!

 

Il 45° Palio di Romano profuma di rosa canina! Sì perchè questo fiore officinale è il simbolo della contrada vincitrice: Molinetto! Proprio lei, Molinetto, la contrada che da 27 anni non vinceva il palio e che finalmente trova il sorriso accompagnato dalle lacrime degli anziani. Per di più ha vinto con un fantino donna, Ilaria Alban, bella, fresca, simpatica, dagli occhi cerulei che come una maga ha saputo stregare mussi e fantini rivali, aggiudicandosi l’ambito premio in groppa all’asina Nina.  Al secondo posto si è classificato Marco Benacchio con Gimo, per conto di Castello. Marco le ha provate tutte, ma nonostante le accelerazioni non è mai riuscito agganciare Molinetto,  rimanendo sempre staccato di 4 lunghezze.

Terzo posto invece per una ritrovata contrada Signori, con Daniele Baseggio in groppa a Pallina.  Infine le rimanenti contrade Cornaro, Torre Carlessi, Zaghi e Marchi tutte quarte a pari merito.

La corsa è stata preceduta da una corposa Sfilata Storica, aperta dagli Sbandieratori degli Ezzelini, gli Amici del Cavallo e la Masnada Baxani cui han fatto seguito i numerosi personaggi degli Angoli Rustici, il gruppo della Mostra sulle Case di Tolleranza e un nutrito gruppo della Grande Guerra composto dai Caimani del Piave, Cavalieri Cenedesi, Per la Storia, Tirolo Meridionale e Grande Guerra del Grappa. Infine, nella gara in bici d’epoca “Lettere dal fronte” ha vinto il titolo di “Portalettere di guerra” Nicola Pertile, contradaiolo di Cà Cornaro.

Statistiche: nella storia del Palio è la seconda volta che vince una donna. La prima fu di Manuela Rebesco (Contrà Marchi) nel 1999. Non ricordiamo se il musso era femmina come in questo caso. In ogni caso: il palio vien vinto da una donna per 2^ volta , Ilaria ha gareggiato col pettorale numero 2, è la 2^ volta che Contrà Molinetto si aggiudica il titolo ed infine il traguardo è stato tagliato da 2 femmine!

 

44 Palio:

Homo faber fortunae suae! Ognuno è fabbro della sua fortuna, diceva un antico romano e se questo Palio ha avuto enorme successo non è un caso. Già perché il numeroso pubblico avuto agli Angoli Rustici del 1 maggio (più di 20 mila stimando al ribasso) e al Palio del  4 maggio (più di 6 mila, sempre restando bassi) non sono una casualità: sono frutto di un continuo lavoro di squadra. I contenuti c’erano già, ci sono sempre stati, si trattava di proporli in modo coordinato per esser più accattivanti ed interessanti all’esterno grazie al tema unico.Mancava “l’autorevolezza percepita”  che da tempo si inseguiva attraverso forme comunicative classiche quali tv e giornali nazionali economicamente improponibili. Invece 3 anni fa si è presentata l’opportunità del Registro Regionale delle Rievocazioni Storiche. Il Palio vi si è subito infilato superando le strette maglie della selezione proprio per la grande professionalità e passione delle nostre contrade. Non solo,  al contempo la Seriola si è iscritta al Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, guadagnandosi la stima fin dall’inizio intraprendendo il percorso della Grande Guerra in modo serio, ponderato, minuzioso e attribuendo il giusto valore ad ogni cosa. Ma non finisce qui, l’Associazione si è  mossa in modo intelligente cercando di fare squadra con enti e associazioni cercando di valorizzare il proprio ruolo. C’è stato un lavoro di massima apertura guardando all’esterno, ma anche in paese: l’anno scorso s’è dato avvio al MAYDAY, il festival musicale dei giovani, e quest’anno l’Hell’s Beer, la serata organizzata assieme ai locali di Romano come  Bar Roma e Birreria al Leone oltre che i Buei di Bassano e Gigi Coppette di San Zeno. E anche in questi due appuntamenti una marea di gente.Per farla in breve, la Seriola è arrivata fin qui perché ha saputo fare squadra, rispettando le sensibilità degli altri, inseguendo obiettivi importanti. Di fatto oggi il Palio di Romano è punto di riferimento  per i rievocatori veneti. La Seriola è un’associazione sana, cresciuta con le proprie gambe e dei contributi comunali aumentati in modo significativo negli ultimi 12 anni cui oggi vanno aggiunti quelli della Regione per “meriti sul campo”. E sempre facendo squadra, si è già pronti al Centenario della Grande Guerra, con un progetto ammirato e stimato da tutti per la sua efficacia, per il quale Associazione, Comune e CERS, ognuno per le sue competenze e ruolo, hanno fatto e stanno facendo la propria parte stimolando Regione e Territorio per un lavoro coordinato e riconosciuto.

 

 

Successo della Masnada agli Angoli

Il 1°maggio a Romano, tra i vari Angoli Rustici ce n’era uno da … mirare: quello degli arcieri medievali. Infatti, nella splendida cornice del parco di Villa Cà Cornaro si sono dati appuntamento 70 arcieri provenienti da tutto il Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Trentino Alto Adige per il Torneo  di tiro con l’arco storico “La Tenzone de Ecelino III°”, valido per il Campionato veneto di Tiro con l’arco storico.

Il torneo è stato organizzato dall’Associazione Culturale Masnada Baxani, associazione di ricerca storica e di rievocazione medievale con sede a Romano d’Ezzelino. Il torneo è stato anche  occasione per mostrare e descrivere gli archi e altre armi medievali al pubblico particolarmente interessato. L’evento è stato un tale successo che l’associazione si è impegnata a replicare l’evento anche in futuro, potenziandolo sia in termini di arcieri in gara che di ospiti quali i gruppi di rievocazione storica.

“E’ stato un bell’esordio nella terra del nostro Ezzelino – commenta il presidente Giovanni Ferrazzi –  l’entusiasmo è alle stelle, così abbiamo deciso di metterci a disposizione della gente allestendo, qui in villa,  il campo di tiro in modo permanente. Per chi volesse avvicinarsi a questa disciplina, le prove sono aperte a tutti  alla domenica mattina  a partire dal 25 maggio 2014”

La Masnada, nel ringraziare la Seriola, la Disport per il supporto tecnico e padre Anselmo, Priore della casa di Riposo Fatebenefratelli, per aver dato ospitalità all’associazione, rinnova l’appuntamento alla giornata.

 

Il 44° Palio a Castello

Sui cieli di Romano torna a volare il grifone di Contrà Castello. Sì perchè MArco Benacchio, in groppa al musso Gimo vince il 44° Palio delle Contrade! E’ stata una bella corsa, emozionante, con un testa a testa continuo.  Marco Benacchio parte bene, ma cade alla prima curva. Così prende il sopravvento Daniele Baseggio di contrà Valle con l’asino Red che transita per primo al primo giro. Benacchio rialzatosi e risalito in groppa a Gimo passa in seconda posizione inseguito dal musso di Cornaro,  Artù. Alla prima curva del secondo giro Castello supera Valle, portandosi appresso Cornaro. Artù si mantiene incollato a Gimo per tutta la gara fino all’ultima curva del penultimo giro, quando Benacchio cade dal musso permettendo a Cornaro di sopravanzare. Artù, dopo aver preso una decina di metri di vantaggio, rallenta fino a fermarsi. Marco risale in groppa a Gimo partendo come un razzo e risuperando Artù

poco prima della linea del 4° giro. L’ultima tornata vede due mussi incollati, con Alberto che prova a più riprese a sopravanzare Marco. Per un attimo ce la fa, ma poi Benacchio ristabilisce le posizioni e passa vittorioso il traguardo finale relegando al 2°  posto Cà Cornaro.   3° Matteo Siano di contrà Torre con il musso Ciuchino. In compenso Torre, con Massimo Scotton detto “Macio”vince l’edizione zero di Lettere dal Fronte, la gara di regolarità con bici d’epoca che ha decretato “Macio” come Portalettere di Guerra.

“Non ricordo precedenti di un pubblico così numeroso – commenta a caldo il presidente della Seriola Roberto Frison – abbiamo svolto la Sfilata Storica tra due imponenti ali di folla e la gara con un pubblico assiepato. Tanta gente per tanta soddisfazione. Ovviamente nella sfilata c’era l’inedito reparto Grande Guerra del Grappa che tanto successo ha avuto. Un grazie a tutti i partecipanti, al pubblico, alle associazioni, alla Seriola e all’Amministrazione Comunale”

“Il Palio di Romano è sempre più evento anche della Seriola” Con questo slogan gli organizzatori del Palio sottolineano lo spirito collaborativo dell’associazione che quest’anno trova la sua massima espressione nel programma e nella novità della Grande Guerra. Un’apertura mentale tipica della Seriola che negli anni ha coinvolto frazioni, scuole, 18enni, giovani, associazioni, gruppi musicali locali e da quest’anno perfino bar e birrerie.

E ad aprire “le danze” nella tensostruttura in piazza a Romano sono proprio questi ultimi: Bar Roma, Locanda Al Leone, Ai Buei e Gigi Coppette, tutti uniti in una unica squadra dalla forza dirompente per la serata novità del 25 aprile “Hell’s beer”. Il titolo si rifà al tema generale degli Angoli Rustici di questa edizione “Inferno e Paradiso”, visti i 100 anni dall’inaugurazione del monumento a Dante Alighieri eretto sul Col Bastia il 21 aprile 1914. Inferno perché Ezzelino III da Romano è relegato nel Flegentonte ad espiare le proprie colpe commesse contro il prossimo, Paradiso in quanto Dante eterna nel Cielo di Venere Cunizza da Romano che nell’incontrarlo gli descrive il famoso colle dove c’era il castello di Ezzelino. “Siamo pieni di entusiasmo e vogliosi di far bene – dicono i titolari dei bar coinvolti – volevamo far qualcosa di bello e utile per il Palio e pensiamo che questo evento rappresenti una novità costruttiva e da ripetere negli anni”.

Per quanto riguarda gli Angoli Rustici del 27 aprile molte contrade hanno giocato sul contrasto inferno-paradiso, come Molinetto, che ne ha fatto una questione cromatica nero-bianco, vale a dire filiera del caffè e del latte, rigorosamente primo ‘900, come da Seriola. Anche l’angolo di Zaghi non è da meno, con dolce e amaro, cioè attimi piacevoli della tavola con dolci tipici della pedemontana e momenti amari come il curarsi con erbe officinali e metodi della nonna. Nella borgata dei Farronati i contradaioli propongono “Sorella acqua e fratello fuoco” allestendo l’angolo in due zone: una roggia per le lavandare e ad un centinaio di metri la caratteristi-ca corte dei Bergamo dove si concentrano lavorazioni con acqua e fuoco quali il pane, la liscivia e altro ancora. Nel cortile di Carlessi-Pragalera invece il visitatore è tentato dai peccati di gola quali sono i prodotti del miele tipico del Grappa, titolo dell’angolo è appunto “api e miele”. Nel prato di via Marchi c’è un animato “paradiso delle oche” stracolmo di animali e lavorazioni ad essi pertinenti. Contrà Torre torna in scena dopo un anno di riposo e lo fa nell’inedita casa Bordignon in via Veneto proponendo un singolare filò dove si narrano le vicende di Ezzelino e la nomea della sorella Cunizza. Infine, la contrada Cornaro metten a confronto signorotti e contadini dell’epoca sviluppando il tema “siori e poareti”. Nel parco della limitrofa Villa Cornaro, angolo medievale con la Masnada Baxani che propone un torneo di arcieri provenienti da più parti del Veneto e non solo. Per l’occasione il Museo dell’Automobile, espone auto d’epoca e moderne nel parco di proprietà e per la visita interna applica uno sconto del 50% al biglietto d’ingresso. Quest’anno sono stati potenziati parcheggi e bus navetta, per offrire maggior servizi ai turisti ormai sempre più numerosi. Come da tradizione nei bus ci sono i neodiciottenni della classe 1996 ad accogliere i visitatori, il punto informazioni in centro paese è organizzato anche con degli informatori che si muovono nei vari angoli per raccogliere feedback attraverso questionari e dare informazioni ai turisti.

 

Il 1° maggio è la giornata dei giovani artisti, capitanati da Filippo Remonato e Diego Bontorin. Dopo il grande successo dello scorso anno, torna MAY DAY Festival: 10 ore di performance live con le migliori band del comprensorio!

 

Grande attesa per domenica 4 maggio, con la prima volta nella Sfilata Storica del neo Reparto Grande Guerra del Grappa. Questo gruppo, creato dalla Seriola e cofinanziato dall’Amministrazione Comunale, è stato presentato il 28 marzo scorso, ha la peculiarità di ispirarsi a personaggi specifici della Grande Guerra che hanno fatto storia in determinate località del Massiccio del Grappa. Il fine ultimo è di creare un binomio personaggio/località finalizzato al marketing territoriale. A festeggiare la prima volta del reparto militare, ci sono i soldati della Federazione Fronti della Grande Guerra e i Bersaglieri in bici del 1915-18. Terminata la sfilata, l’associazione, in collaborazione con l’UC Romano, dà avvio ad una gara legata alla Grande Guerra: Lettere dal Fronte. Si tratta dell’edizione zero di una sorta di gara di regolarità con bici vecchie. Chi compie il percorso con il tempo esatto (o con meno penalità) vince il titolo di “Portalettere di Guerra”. Trattandosi dell’edizione zero, il titolo non ha valore, ma “Lettere dal Fronte” vuol esser l’inizio di un progetto complementare al reparto militare e necessario in questa edizione per salutare il Giro d’Italia che passerà proprio lungo le strade di Romano d’Ezzelino nella cronoscalata del Grappa il 30 maggio prossimo. Infine il momento atteso: la corsa degli asini cavalcati a pelo, il Palio delle Contrade appunto.

L’anno scorso vinse Cà Cornaro dopo un vibrante testa a testa, quest’anno si spera in altrettanta suspence.

Eventi collaterali per tutta la durata della manifestazione sono le mostre in Fornace Panizzon: quella di pittura a cura del Club Artistico Romanese e quella di fotografia curata

dall’Ezzelino Fotoclub.

Altra novità di carattere puramente straordinario, cioè che non verrà ripetuta negli anni, è il momento rievocativo sul Col Bastia per ricordare i 100 anni dall’inaugurazione del monumento a Dante Alighieri. Tutti i figuranti del Palio convergono sulla sommità del colle, assistono ad breve intervento curato dal Centro Studi Ezzelino animato da Contrà Castello volto a sottolineare il valore intrinseco del posto ove un tempo s’ergea il castello dei Da Romano. Subito dopo, foto accanto al monumento ispirandosi alle originali pubblicate nel libro di Davino Pesce.

Il Palio di Romano è un evento organizzato dalla Seriola, in collaborazione con la Pro Loco di Romano, patrocinato dal Comune di Romano d’Ezzelino e dalla Regione Veneto. E’ altresì iscritto all’Albo Regionale fregiandosi del titolo “Manifestazione Storica di Interesse locale” ed è affiliato CERS (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche).Collaborano molte associazioni e privati, vien coinvolto tutto il paese e la frazione di San Giacomo, ci sono circa 700 rievocatori agli Angoli Rustici che portano in paese oltre 20mila presenze.

 

43° Palio a Cà Cornaro!

Contrà Cà Cornaro vince il 43° Palio di Romano! Alberto Guadagnin in groppa al musso Artù sorpassa all’ultima curva l’asino di Castello, Gimo, cavalcato dal detentore del titolo, Marco Benacchio. Terzo classificato Matteo Camazzola di contrà Carlessi con il musso Nina. Per Cornaro si tratta del 10° sigillo sul Palio di Romano.  La gara è stata una questione fra queste tre contrade, con Carlessi che ha mantenuto la prima posizione per i primi due giri, seguita da Cornaro. Poi come ormai d’abitudine, è rinvenuto Gimo che con un giro fulmineo ha superato tutti passando per primo al terzo giro, seguito da Cornaro. Matteo Camazzola a quel punto ha iniziato a ceder terreno lasciando a Marco Benacchio e Alberto Guadagnin la sfida del primo posto. A più riprese Artù si è infilato all’esterno per superare Gimo, sempre invano, fino all’ultima curva, dove entrambi i mussi si sono inchiodati, con Marco che cadeva dall’asino. Momenti concitati dove alla fine, Alberto è riuscito a far puntare il muso di Artù verso la parte libera del circuito, riprendendo la gara e vincendo meritatamente.

“Un 43° Palio caratterizzato dal fattore C – afferma il presidente Roberto Frison – C come Carlessi, Castello, Cà Cornaro che ci son contesi il trofeo, C come gran c…olpo di fortuna per il tempo che ha tenuto sia agli Angoli Rustici, sia al festival musicale dei gruppi musicali di romano del 1° maggio, vale a dire la novità May Day e infine ha tenuto anche per la corsa degli asini. Non a caso, appena terminata la gara, c’è stata acqua anche per i beati apostoli”. Il timoniere della Seriola ringrazia tutti i collaboratori, i coscritti del 1995, gli invisibili del Palio cioè quelli che fanno il lavoro enorme che nessuno vede come burocrazia e  promozione, lo staff della locanda in piazza e le associazioni che han permesso la riuscita dell’evento Palio.

Nel dare appuntamento all’anno prossimo, quelli della Seriola  sono già con la testa al 2014. Infatti il tema Angoli Rustici sarà “Inferno e Paradiso” visto che il 21 aprile 1914 venne inaugurato il monumento a Dante Alighieri posto sulla sommità del Col Bastia citato nella Divina Commedia (il colle sul Paradiso, Ezzelino III da Romano nell’Inferno). E poi la novità della Sfilata Storica, implementata con una decina di personaggi della Grande Guerra in preparazione del Centenario cui seguirà una gara in biciclette d’epoca il cui vincitore verrà nominato “Portalettere di guerra” , non a caso la gara di biciclette, che precederà quella degli asini, ha già un titolo “Lettere dal Fronte“.

Il Palio di Romano è una Manifestazione Storica di Interesse Locale, incentrato sull’identità veneta, sostenuto dalla Regione Veneto, dal CERS, dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro Romano e da tutte le associazioni di Romano.

Chissà cosa si son sognati di fare a Romano quest’anno?  E’ con questo  interrogativo che bisogna approcciare al tema generale della 23^ edizione degli Angoli Rustici intitolato “Sognar da Pissota”. Sì perchè gli Angoli Rustici di Romano sono sogni, sogni condivisi tra contradaioli, sogni che diventano realtà nei cortili e nei portici di borgata e mai come  in questo periodo di depressione italiana è necessario chiedersi quale sia il sogno realizzato dai bravissimi contradaioli romanesi.  E come ogni sogno che si rispetti , c’è una smorfia, un numero ad esso collegato che i più maniacali giocano al lotto. Ma qui vien il bello, perché la Seriola, organizzatrice del Palio di Romano, reinterpreta a sua volta le smorfie degli Angoli Rustici nei simboli del più bel gioco veneto: la Pissota, la tombola figurata composta da 64 numeri e simboli. Così i temi proposti nelle contrade diventano figure a loro volta, attraverso un gioco nel gioco, diventano figura nella figura come il teatro nel teatro del geniale Pirandello.  Accade perciò che l’angolo del calzolaio di Carlessi Pragalera obblighi giocare il 16 che nell’Antico Giuoco Romano (altro nome della pissota) è il tamburo. Mentre sognare di abbracciare animali e accendere il fuoco proposto in contrà Marchi si giocano il 20 e il 35, rappresentati nella tombola veneta dall’osso da morto e la “lumeta longa”.Per non parlare del movimentato mercato di Farronati Signori e Valle che riconduce al 44, “a frecia”,  oppure i balli popolari veneti e il vino di Molinetto legati al 3, “a luna” e al 45 la “folainpinciari”, seguiti dalla filiera della lana di Zaghi che ispira il 17, vale a dire “el can”. Ed infine il tabacco di Cornaro, se sognato nell’azione di aborrire il tabacco chiama il 54, “a cesta”.  Per conoscere gli altri numeri della tombola veneta  ci son numerosi  libri muniti di tabelle, come quello dei ristoratori bassanesi  “Asparagi sotto i simboli della Pissota” curato da Flavio Baggio da cui abbiamo tratto  immagini e brevi didascalie rimate. Al contempo,  per noi della Seriola il macrotema “Sognar da Pissota” vuol  esser motivo di valorizzazione di uno dei giochi a noi più caro quale è la pissota appunto.  In attesa del 28 aprile, quando i sogni di contrada diventeranno realtà,  auguriamo  a tutti buon lavoro, permettendoci di  dare il benvenuto ai turisti declamando: el smerdacai, a culatona, el melon, el leon, el mondo e infine l’amor che tira. Cosa abbiam detto? Ma v’abbiamo dato  i numeri, suvvia!

MOLINETTO

Scarpa larga, goto pien… (balli popolari e vino)

CARLESSI PRAGALERA

el scarpar (il calzolaio)

ZAGHI

a lana (filiera della lana)

MARCHI

bes’cia che fogo! (animali e fuoco)

CA’ CORNARO

el tabaco (filiera del tabacco)

FARRONATI SIGNORI VALLE

el marcà ( il mercato)

Di seguito le rime ai simboli della Pissota tratti dalla pubblicazione dell’UMCE di Bassano curata da Flavio Baggio.

MOLINETTO

3,  a luna

De note a luna / spassejia lusente / e ‘a invita a l’amor / anca a pora xente

45, folainpinciari

So’ ‘na sotospina de rovare / a folainpinciari pesta l’ua / trasformando  i biondi graspi / in opara sua

CARLESSI PRAGALERA

16, el tanburo

Co’ pee de musso / el tanburo vien fato / e co’ quatro menade / ‘l gusto xe dato

ZAGHI

17, el can

Fedele xe el can / come on omo spesial /se te o vol par amico / no’ sta farghe del mal

MARCHI

20, osso da morto

L’osso da morto / xe on stran bocon / bison’ dargheo  al can / pa’ savèr se ‘l xe  bon

35, lumeta longa

‘A lumeta longa / co’ lumesin nea sima / xe amica fedel / senpre e pì de prima

CA’ CORNARO

41, a cesta

A cesta fata a man / no’ ga cerveo e testa / se liquido xè ‘l pien / gnente rento resta

FARRONATI SIGNORI VALLE

44, a frecia

L’arco co’ a frecia /xè arma par oci boni / i forti la usava / xà indrio ani e ani

 

Castello vince il 42° Palio!!!

Dopo una sfilata storica in tutti i sensi, perchè svolta di sabato, alle 18,20 e sotto la pioggia,  dimostratasi prova d’orgoglio dei contradaioli che hanno voluto onorare la tradizione a tutti i costi, il 42° Palio delle Contrade ha conosciuto il suo vincitore: Marco Benacchio di Contrà Castello, su musso Gimo!

E’ stata una gara entusiasmante, con Castello quasi sempre in testa dal 2° giro fino alla fine, che ha avuto in Alberto Guadagnin di Cà Cornaro, secondo classificato, l’unico vero contendente al titolo vista la sua continua marcatura a “musso” sul vincitore .  Gimo ogni tanto si piantava e Alberto, in groppa alla sua mussa Giulia, era sempre lì pronto ad approfittarne e guadagnare la prima posizione, ma quando il musso di Castello ripartiva… non ce n’era per nessuno! Benacchio era in groppa ad un treno!

Il terzo classificato, Giovanni Farronato di Zaghi su Ciro, ha condotto un’ottima gara,  segnata da una partenza molto lenta (8° al primo passaggio) recuperando subito dopo molte posizioni, praticamente dall’ingresso della curva Grappa (quella nord) all’imbocco della curva Rialto (quella sud) era già alla coda del duo di testa. Il musso Ciro dopo ha mantenuto la sua caratteristica corsa, fatta di costanza come quella del detentore del titolo, Matteo Siano di Torre, ma quest’anno i primi due classificati avevano degli scatti impossibili, che mettevano alle corde chiunque. Castello e Cornaro han fatto subito intendere sulla pista che quest’anno il Palio  sarebbe stata cosa loro. E così è stato. Onore ad Alberto Guadagnin che ha reso emozionante una corsa altrimenti a senso unico visto il rullo compressore cavalcato da Marco Benacchio. Gloria in alto nei cieli a Castello, che ha fatto volare il grifone di Alberico da Romano, simbolo di contrada, oltre il Paradiso dantesco e pace in terra a tutti gli altri fantini che dovranno attendere l’anno prossimo per la rivincita.

Un ringraziamento anche ai Cavalieri Cenedesi, protagonisti in sfilata con un rappresentanza della Cavalleria che entrò trionfante a Vittorio Veneto il 31 ottobre 1918,  rendendo ancor più suggestivo questa edizione.

CASTELLO, Marco Benacchio, musso Gimo: 1 classificato

CA CORNARO, Alberto Guadagnin su  Giulia: 2 classificato

ZAGHI, Giovanni Farronato, su Ciro: 3 classificato

TORRE, Matteo Siano,  Martina

VALLE, Francesco Bergamo, Pasqualino

MOLINETTO, Simone Bellotto, Gina

FARRONATI, Filippo Battocchio, Artù

PRAGALERA, Alberto Campagnolo, Veloce

CARLESSI, Massimo Cremasco, Nina

SIGNORI, Andrea Toniazzo, Prugna

MARCHI, Gianni Carlesso, nc per esame veterinario non superato

 

Torre vince il 41° Palio!!!

Contrà Torre vince il 41° Palio delle Contrade di Romano d’Ezzelino dopo una vibrante ed emozionante corsa.  Quattro fantini  si son contesi a più riprese la prima posizione, ma alla fine Matteo Siano, fantino capocontrada di Torre, ha tagliato per primo il traguardo in groppa alla mussa “Furia”.  Subito dopo il traguardo Matteo Siano si abbandona in un pianto liberatorio, non tanto per la corsa, ma per l’enorme vicinanza all’instancabile e unico contradaiolo Bepi Zilio, morto qualche giorno prima, motivo per cui la contrada ha sfilato listata a lutto. Bepi era uno di quelli che non si mostrava al pubblico negli angoli, ma si sentiva, si sentiva per bene grazie ad una voce tonante, portava il soprannome “lucifero” perchè  in contrada era l’eterno addetto al fuoco. Così, Matteo, intervistato dal mossiere Sergio Carlesso subito dopo il traguardo, ha dedicato la vittoria al Bepi di Torre, mentre il vincitore del palio precedente, Giovanni Farronato di Zaghi, posava con affetto la propria casacca numero uno sulle spalle del neocampione del Palio di Romano.  Giusto in tempo perchè fantino e musso venivano avvolti da un nuvolo entusiastico di contradaioli, che ha avuto tra i suoi appartenenti anche Miss Palio 2011, la bellissima Giada Milani. «Dedico la vittoria a tutte le mamme del mondo,  – ha detto il vincitore – e all’amico Bepi, mancato pochi giorni fa. Bepi è stato un simbolo della nostra contrada. Diceva sempre ’tutto a posto’ e prima della gara abbiamo ripetuto il suo motto. Ci ha guidato da lassù».  Soddisfatto il presidente della Siriola, Jurij Baron, per la gran riuscita dell’evento che finalmente si è svolto con due domeniche soleggiate. Jurij ha avuto parole di ringraziamento per tutti, dai componenti della Siriola ai ragazzi del 1993, dalla pro loco al Comune, dalla Provincia alla Regione, ai commercianti e agli sponsor. E sopratutto al numeroso pubblico venuto a Romano nella dieci giorni del Palio.

La cronaca della corsa: Al primo giro, passano nell’ordine Castello, Cà Cornaro, Torre, Farronati. Alla seconda tornata Torre va in testa, seguita dall’indomito musso di Farronati, poi Ca’ Cornaro e Castello. Alla penultima curva del secondo giro,  Filippo Battocchio di Farronati raggiunge Torre ma si inchioda con un doppiato. Al terzo passaggio Torre in testa, seguita da Cà Cornaro, Castello e Farronati. All’ultima curva del quarto giro Farronati dà la birra a tutti superando anche Torre, ma cade malamente, così Torre torna in testa. Al quarto passaggio Torre, Castello, Cà Cornaro, Farronati. All’ultima curva dell’ultimo giro il recupero veemente di Castello porta i suoi frutti mettendo mezzo musso di vantaggio su Torre, ma il musso del colle Ezzelino si blocca e Matteo Siano di contrà Torre in groppa alla mussa Furia vince il 41° Palio, con Marco Benacchio di Castello su Gimo al secondo posto mentre quel fuoriclasse di musso Artù cavalcato da Filippo Battocchio recupera una posizione giungendo terzo. Quarta Cà Cornaro, quinta Molinetto.

 

40° palio a Zaghi!

Al 40° palio delle contrade, bagnato da una pioggia incessante che ha obbligato gli organizzatori ad una sfilata frettolosa, torna a girare la ruota del molino di Jijio Fontana, simbolo di contrà Zaghi mentre scende con tutti gli onori il vessillo della regina di Cipro, arma di contrà Cà Cornaro. Dopo un entusiasmante testa a testa fra contrà Zaghi e Cà Cornaro,  la quarantesima edizione del Palio delle Contrade viene vinta da Zaghi. Cinque giri che hanno visto un susseguirsi di emozioni. Al primo giro è passato in vantaggio Castello seguita da Torre Zaghi e Cornaro. Poi il musso di Marco Benacchio si è letteralmente inchiodato lasciando ilsecondo giro a Torre Zaghi e Cornaro. I tre giri successivi invece son stati un testa a testa tra Zaghi e Cornaro, con quest’ultima che ha mantenuto la testa della corsa per ben due giri, fino all’ultima curva, quando nel superare dei doppiati Matteo Gheno di Cornaro si è impantanto in un groviglio di asini, perdendo metri preziosi che hanno permesso a Giovanni Farronato “ciorci” di vincere per la seconda volta il Palio di Romano, in groppa a Ciro. Matteo Gheno di Cornaro è arrivato così secondo con Pierina, mentre Matteo Siano ha portato Prugna al terzo posto per contrà Torre.

 

Associazione Seriola - Romano d'Ezzelino - 2016