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Angoli Rustici

 

ANGOLI RUSTICI

Angoli Rustici

 

 

 

Nel 1991 nasce una manifestazione collaterale al Palio, il “Palio in fiore” un concorso articolato in due classifiche: le vie fiorite e gli angoli rustici.

Grazie alle vie fiorite il paese si veste da festa con contrade ben ordinate, strade colorate da fiori e materiali fedeli alla croma degli stendardi della borgata divenendo degna cornice del palio e degli angoli rustici.

Gli angoli rustici sono veri e propri gioiellini di fattura romanese. Si tratta di originali momenti di vita passata proposti nel loro habitat naturale quali vecchie case contadine, particolari cortili o addirittura nei campi. Essi sono organizzati dalle rispettive contrade che nei mesi precedenti scelgono i temi da rappresentare, poi i luoghi dove svilupparli ed infine fanno il cast, con i contradaioli che si trasformano in una sorta di teatranti e registi per curare scene, costumi e interpretazioni. Tutto vien curato nei minimi dettagli ed è impressionante notare la competitività fra le contrade per distinguersi nella manifestazione.

Per una miglior comprensione del motivo presentato, i contradaioli espongono ai turisti la storia e le origini del tema tramite una bacheca o ciclostilati posti all’ingresso del rispettivo angolo rustico, curando così l’aspetto didattico. Una lunga serie di ingredienti il cui risultato sono perfetti spaccati di storia romanese, quasi tutti rurali, coadiuvati da suoni spontanei come l’uomo che “batte la falce”, da canti di donne che stanno a lavare sulla roggia o dallo schioccare del fuoco sotto la polenta. Il vociferare dei mestieranti è avvolto dagli odori dei rispettivi lavori. Sapienti mani guidate dall’esperienza si muovono sicure senza inciampare, accompagnate da espressioni del viso che variano a seconda del movimento compiuto al punto che uomo e attrezzo diventano un tutt’uno.

Gli angoli rustici del Palio di Romano d’Ezzelino sono occasione di forti emozioni per i visitatori perchè proposti nel loro contesto veritiero, sono un’opportunità unica per apprendere le tradizioni e la storia dal vivo, sono l’uomo e i suoi valori essenziali in armonia con la natura. L’immagine semplice di ricchi contenuti.

Gli ANGOLI RUSTICI hanno luogo l’ultima domenica di aprile.

Viaggio negli Angoli Rustici

Cà Cornaro – Tutto casa, Chiesa o filò…

In casa Parolin la sera scende sul lavoro dei campi e la famiglia si raccoglie per la cena. Al termine il tributo di preghiere con il rosario recitato rigorosamente in latino ci porta al momento in cui la famiglia si sposta nella stalla per accogliere le famiglie vicine e fare filò.

Sulla porta della stalla, la ragazza di casa Parolin, inquieta, guarda con poco interesse il filò nella stalla, attende con ansia l’arrivo del suo amato e nonostante i richiami e le avvertenze dei genitori il suo cuore spera nell’incontro.

Romano è roccaforte e i ragazzi dei paesi vicini hanno grosse difficoltà a venire a trovare le fanciulle del paese, devono evitare i passaggi del Corporo e della salita di Bregheto perché ad accoglierli ci sono i ragazzotti del paese che picchiano chiunque voglia passarvi….

Nonostante i pericoli, la paura e seguendo trodoli alternativi, il beneamato riesce ad arrivare nell’aia dei Parolin, ma è solo il primo dei pericoli che dovrà affrontare, al filò i genitori accolgono l’ospite, ma rigorosamente lo separano dalla figliola, ci mette una pezza anche il Parroco che in vista alla famiglia, fa una predica ai due ragazzi, ma tutti hanno qualcosa da dire ed i proverbi dialettali saranno ben evidenziati nella situazione…..

Eh si, da sempre uomini e donne sono in una situazione difficile e Contrà Cà Cornaro propone uno spaccato di vita del tempo che farà tornare alla memoria le prime palpitazioni, buon divertimento.

Carlessi – Pragalera - Merli e merletti

Ma cosa potrà mai significare merli e merletti? Queste due parole sono una metafora che incarna il racconto dell’angolo. Il merlo nei detti popolari raffigura un uomo un po’ ingenuo il tipico pandoeo. Il merletto, che è il risultato di un fine lavoro ad uncinetto che solo la grazia femminile può realizzare, raffigura la donna. E così svelata la metafora non resta che introdurvi nella storia proposta dai contradaioli. Una storia che racconta dei giovani di un tempo e della sopraffina arte del corteggiamento, che se fatta da personaggi un po’ pandoei, i merli per l’appunto, non può che portare ad un racconto leggero e divertente. A fare da cornice alla storia, narrata sotto il portico di villa Chilesotti, tanti lavori, attrezzi, raffigurazioni e scorci del passato con tantissimi personaggi da conoscere e da scoprire. Gli amici di contrà Carlessi e Pragalera, lanciano un invito particolare ai visitatori: vi attendiamo numerosi sia che siate merli o merletti!

Castello - el casin (sabato sera, domenica dalle 14,30 alle 22)

“C’è modo d’esser dannati. Come c’è modo e modo di mangiare sui profumati sudori delle prostitute. Sottigliezze e sfumature, si dirà, ma solo guardandole dall’attico superbo e ventilato della morale corrente. Scendendo a pian terreno, nel calore della mischia, sfumature e sottigliezze diventano fatti umani. O magari fattacci.” Così parlava dei protettori Giancarlo Fusco nel suo libro “Quando l’Italia tollerava” per far capire che anche nell’abisso della prostituzione c’erano delle vette comportamentali di non poco conto. Sì perché il mondo dei bordelli, aveva una propria etica fatta di diritti e doveri, normato da uno stato intermediario delle prestazioni sessuali di fallofore che dovevano sottostare ad un rigoroso regime sanitario. I casini erano luoghi di svago dalla guerra, di spie, di prime esperienze e celibati. ma soprattutto di arte: l’arte del sesso, vale a dire il gentile, sensuale, fantasioso filone erotico tramandato dalle maitresse con la parola e  l’esempio.

Contrà Castello

attraverso una rappresentazione teatrale originale, libera a tutti i visitatori,  propone la storia delle case di tolleranza intercalando aneddoti locali legati all’ambiente della prostituzione e recuperando parte di quella nomenclatura perduta  con la soppressione dei bordelli dalla legge Merlin.  L’angolo si avvale del supporto della prestigiosa “Mostra sulle Case di tolleranza del ventennio fascista” allestita nella limitrofa Fornace Panizzon.

Farronati – Signori – Valle - Poenta e bacalà

Assaporare un’antica ricetta della tradizione veneta, poenta e bacalà, partendo dalle origini fino alla lavorazione dei due “ingredienti” principali che compongono questo piatto: il mais e lo stoccafisso. In genere la nostra tradizione utilizza come baccalà lo stoccafisso essicato, le cui origini sono da attribuire ai navigatori veneziani a partire dalla metà del 1400 ed in particolare ad una spedizione del capitano Pietro Querini che naufragò vicino a Røst nell’arcipelago norvegese delle Lofoten.

Dai veneziani dell’epoca, il baccalà fu visto come una valida alternativa al pesce fresco sopratutto dal punto di vista della conservazione. In questo angolo vengono sviluppate le varie fasi di lavorazione partendo appunto dall’essicazione fino alla preparazione del piatto in una vecchia cucina.

Il mais o più semplicemente granoturco o formenton, è una pianta originaria dell’America centro-meridionale, anche se non si esclude l’ipotesi della provenienza africana. Esistono diverse varietà e colorazioni di mais, da quello bianco al mais rosso e perfino il mais nero. Ma da buoni veneti della pedemontana, i contradaioli concentrano la loro attenzione su quello giallo, presente nella nostra tradizione fin dal 1500, tanto da esser divenuto importante nell’alimentazione nelle famiglie contadine con la farina di mais e quindi la polenta. Interessanti sono le varie fasi di raccolta e utilizzo della pianta di mais, iniziando dalla raccolta vera e propria al desgrafoiar panoce passando per l’uso dei totani usati per l’accensione del fuoco, agli scartossi per realizzare borse e bambole, o imbottire il materasso da cui il termine veneto paion.

E finalmente si arriva alla cucina, con la preparazione del piatto. Una ricetta con pochi e semplici ingredienti quali cipolle, olio di oliva, sardee, latte, prezzemolo, sale e pepe e appunto il baccalà che sposato alla polenta, preparata sul focolare, diventa davvero un piatto unico della nostra tradizione. Poenta e bacalà è un matrimonio culinario inscindibile!

Molinetto - Faxevimo festa co’ gnente

Dopo una bella festa, come lo era un matrimonio, tutti i divertimenti erano possibili, bastava aver niente…

Quando stì ani sé jèra tosati / par xugàr,  neaa corte jèrimo in tanti.

Perdivimo ore a xugàre corendo e sigàndo / che vegnea fora qualcun a farme tàsar bravando.

Staimo so a corte fin che vegnea scuro / a  xugàr a scondiròea con queo che contava pontà sol muro.

Coi xanòci gratonai dai tanti rabaltoni / gnente me fermava a xugàr ai canpanoni

e saltando co na ganba sòea e girando anca in tondo / sensa perdar a scàja sé dovea rivar fin in fondo

A volte se barufava anca ciapandose pae strasse / quando qualcun faxèa el furbo e é regoe non le rispetasse.

Dàvero se sé conosceva par quèo che sé jèra, / e se misurava col xugo quel che sé vaèva.

Da chea volta  xè passà un’epoca e anca i nostri ani / E xè beo ricordar e rivivar chel’età sensa maeani,

cosa che, da un toco del legno o da na strassa, ne vegniva in mente / Se pol dir davèro, che se divertiimo co’ gnente.

Torre - Venti de guera sui canpi de Roman

Siamo nell’aprile 1915 e da alcuni mesi è scoppiata la Prima Guerra Mondiale che sta sconvolgendo quasi tutte le nazioni dell’Europa, tranne l’Italia, dove, tuttavia, è in corso un aspro confronto politico tra i partiti che vorrebbero entrare in guerra e quelli che invece vorrebbero starne fuori.

Anche a Romano cominciano a diffondersi tristi presagi di una tragedia imminente: durante le Rogazioni la tranquillità della vita di campagna viene turbata da notizie allarmanti e i programmi di una coppia di giovani che sta per sposarsi devono essere cambiati per l’arrivo della chiamata alle armi.

Zaghi – Dal gran: pasta e pan

Passa l’aratro sul terreno molle / e traccia un solco tra le brune zolle.

Apre le braccia la materna terra / e nel grembo con amor / il biondo seme serra.

Per l’intero inverno lo ripara, / lo nasconde come fosse cosa rara,

lo copre col mantel di bianca neve, / lo culla piano, lieve lieve.

Guarda il campo l’impaziente contadino, / guarda la casa, la famiglia ed il mulino,

con speranza supplica la natura / a mostrar quel seme senza paura.

Anche il giovane soldato /sogna la primavera in ogni prato,

prega l’Iddio per il pane quotidiano /a ricordo anche di “quel” gesto cristiano

che finisca la Guerra con una stretta di mano.

“Son Fior di frumento” / sussurra la piccola spiga al vento,

che nei giorni di aria sbarazzina / danza nel campo come una bambina.

Leggere le falci nel mare d’oro / a mieter grano ci pensan loro,

poi la gran pietra di circolar forma / il seme da maschio a femmina si trasforma

Possiamo intender che il frumento / si trasformi in un continuo cambiamento,

può esser uomo quando è un seme seminato / ma cambia aspetto mentre vien coccolato .

Diventa spiga, messe e poi farina, /diviene donna e corre subito in cucina.

Grandi elogi al prodigio del frumento / sempre un sano e  ricco nutrimento,

che sia pasta oppure pane /sulla tavola … mai rimane.

Seriola - Grande Guerra

Nell’anno dove si ricorda il triste ingresso dell’Italia nella grande Guerra, l’Associazione Culturale Seriola in collaborazione con l’Associazione di Ricerche Storiche 4 Novembredi Schio allestisce uno speciale angolo rustico presso le Cantine Montelvini a Cà Cornaro, di fronte all’uscita dello svincolo Romano Nord della superstrada.

L’allestimento curato nei minimi dettagli dagli esperti storici e animato da figuranti in costume, riproduce un campo militare di seconda linea.

Chi visita l’angolo, predisposto nel boschetto adiacente alla cantina Montelvini , rivive uno spaccato della vita militare tipico delle retrovie, dove i soldati si riposavano, curavano la loro personale toilette o semplicemente cercavano di dimenticare il dramma della trincea.

Non mancano le ispezioni dei superiori e il rancio di truppa per animare l’allestimento, mentre i visitatori possono chiedere aneddoti e curiosità alle speciali guide presenti che, a disposizione per l’intera giornata illustrano ai presenti caratteristiche e usi militari dell’epoca.

 

 

 

Costumi Storici degli Angoli Rustici

Associazione Seriola - Romano d'Ezzelino - 2016