Gli stendardi sono frutto dello studio della Pro Romano che ha tratto spunto da quelli delle famiglie storiche vissute nelle rispettive contrade.
La maggior parte di questi sono ricavati da un albero genealogico dipinto nella villa Stecchini a Romano. Per quanto riguarda la stesura degli stendardi,l’allora direttore de Il Nuovo Ezzelino Gabriele Farronato, ha svolto la parte documentaristica, il presidente della Pro Loco Domenico Farronato si è cimentato su un lavoro di interpretazione e Guido Petrin, vignettista de Il Nuovo Ezzelino, ha fatto i disegni veri e propri. Questo gruppo di persone ha così predisposto una raggiera di stendardi e nel 1981 Comitato Siriola ha scelto quelli più idonei alle contrade.
Le contrade esposte sono quelle attuali. All’inizio c’era Conti che poi confluì in Marchi. Strada facendo alcune contrade hanno sostituito delle altre, come Marze che prese il posto di Bortignoni, Palù sostituì Giara, Lanzarini invece Volpe e infine Torre sostituì Corte.

Ca’ Cornaro
Arma del cardinale Cornaro. Villa Cornaro, fu anche posto di soggiorno per la regina di Cipro, Caterina Cornaro. Giovanni Cornaro (1600 circa) fu 96° doge di Venezia.

Carlessi
Anticamente chiamata contrà della Acque. L’arma apparteneva a una delle famiglie più illustri del paese, i Da Romano

Castello
Lo stemma è quello di Alberico da Romano (1196-1260) fratello minore di Ezzelino III. Come contrà Castello si intende tutta l’area attorno al col Bastia dove sorgeva il castello ed il borgo fortificato di Romano.

Farronati
Il nome Farronati richiama ad un insediamento barbarico e lo stemma adottato per la contrada raffigura il pezzo più importante del comune: il pluteo di epoca longobarda rinvenuto sul Colle Bastia durante la demolizione della chiesa del 1913.

Marchi
E’ il nome di un vecchio nucleo abitato posto ad occidente del Pradonegal (Prato Domenicale dove si svolgeva l’antico mercato di Santa Felicita). L’arma si riferisce ai Rinaldo.

Molinetto
E’ così detta per distinguere il molino da quello principale del col Molin. Questa zona era più nota come la Villa di Roman irrigata dal fontanazzo Rea dove l’abate Stecchini fece costruire la splendida villa nella seconda metà del 1600. Lo scudo ricorda l’erborista Stecchini.

Palù
Il simbolo si rifà ai Bono de fu Ventura, Bonaventura,Bontorin. Palù (palude) sta per zona di sorgenti e con una roggia molto utilizzata dalle lavandare romanesi.

Pragalera
Lo stemma della contrada è della famiglia Dal Corno in riferimento alla colombara Brocchi Dal Corno.
Una struttura che pare esser stata una torre fortezza a guardia della strada ed in posizione che domina l’intera zona posseduta nel sec. XVI dal conte Dal Corno.

Rivoltella
L’arma è degli Zambelli, una famiglia tra i maggiori proprietari della zona, che acquisì il titolo di nobili veneti. Rivoltella richiama alla sua posizione di riva sinistra del Brenta come terrazzamento alluvionale lasciato dal fiume (riva alta e riva bassa, rivoltella alta e rivoltella bassa). La via era strada nazionale della Valsugana finchè non fu costruita quella del Cà Sette.

Signori
Nome tipico della contrada da cui hanno avuto origine i Dissegna discendenti da una famiglia di Angarano e da un Buoninsegna. La contrada anticamente era detta di Pedemonte ma assunse quella di Signori o contrà dei Dissegna nel seicento. Lo stemma si rifà ai boninsegna.

Valle
Su questa valle si svolgeva un mercato fin dall’anno mille. Lo stemma ricorda i Benedettini cui appartenevano i due monasteri in valle.

Zaghi
Zaghi ricorda i sacrestani, infatti nel dialetto veneto zago vuol dire chierico, sacrista, sacrestano. Lo stemma ricorda la ruota del mulino più grande del paese, che ha dato il nome al Col Molin, documentato sin dai tempi ezzeliniani.

Torre (San Giacomo)
San Giacomo, una volta contrà di Torre nel cui sito c’era la chiesetta di San Giacomo, era costituito da tre piccoli borghi disposti lungo la vecchia strada asolana. Il nome torre conferma una fortezza lungo questa importante antica arteria.

Marze (Fellette)
Lo stemma raffigura il cippo confinario romano di Fellette con l’aggiunta del sigillo della curazia di Fellette del 1700. Intorno al Redentore è scritto il motto “Dexetra Sua Fecit Virtutem”

Lanzarini (Sacro Cuore)
Lo stemma è dei Lanzarin (Lancerin), giunti in paese verso la fine del 1400, e ricorda lo spirito guerriero con una lancia azzurra in campo argentato.

Albare (Sacro Cuore)
La contrada ha adottato come stemma le albare (pioppi) tipiche della zona.
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