Nel primo dopoguerra la vita nostrana era ancora condizionata da un clima di estrema povertà. Ogni sforzo mirava a procurarsi il necessario per vivere, adattandosi ad ogni tipo di lavoro. Tra questi il contadino, normalmente alle dipendenze di un ricco proprietario terriero.
Il lavoro nei campi, la famiglia, i figli da accudire, erano impegni che davano molto da fare, così si aspettava con entusiasmo la domenica: il giorno in cui riposarsi dopo le fatiche della settimana. Era il giorno in cui far festa.












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